Routine del sonno nei bambini: come creare abitudini serali che favoriscono il riposo
La routine del sonno nei bambini è molto più di una semplice sequenza di gesti prima della nanna: è un momento di connessione, sicurezza e tranquillità.
Creare abitudini serali prevedibili aiuta i piccoli a rilassarsi, a riconoscere che è il momento di dormire e a sentirsi accolti in un ritmo che li rassicura.
In questo articolo scoprirai come costruire una routine del sonno efficace, quali errori evitare e come adattarla all’età e ai bisogni del tuo bambino.
Perché i bambini si svegliano di notte
Capire perché i bambini si svegliano di notte è il primo passo per aiutarli a dormire meglio.
Le cause possono essere diverse: dalla fame o il bisogno di rassicurazione, fino a un’eccessiva stimolazione serale o una routine del sonno poco stabile.
I risvegli notturni non sono un “problema da risolvere”, ma un segnale che il bambino sta imparando a gestire i suoi ritmi. Con una routine coerente, calma e affettuosa, questi risvegli tendono a ridursi naturalmente nel tempo.
I risvegli notturni nei primi anni di vita sono molto frequenti e, nella maggior parte dei casi, del tutto normali. Nei neonati e nei bambini piccoli, infatti, il ciclo del sonno è diverso da quello degli adulti: dura circa la metà e alterna più spesso fasi di sonno leggero e profondo. Questo significa che, anche quando sembrano dormire profondamente, possono svegliarsi più volte durante la notte.
Le cause di questi risvegli sono molteplici. Alcune sono di natura fisiologica: fame, sete, pannolino bagnato, bisogno di rassicurazione. Altre sono legate a disagi temporanei, come malattie da raffreddamento, febbre o le fasi della dentizione che possono essere particolarmente dolorose. Non vanno poi dimenticati i fattori emotivi: ansia da separazione, paure notturne, incubi, oppure situazioni di cambiamento (trasloco, inizio della scuola, arrivo di un fratellino) che incidono sulla stabilità emotiva del bambino.
Anche l’ambiente ha un ruolo centrale: una stanza troppo rumorosa, troppo calda o troppo luminosa può rendere difficile il mantenimento del sonno. Persino piccoli cambiamenti, come una coperta diversa o un rumore improvviso, possono diventare ostacoli al riposo.
Per i genitori questi continui risvegli sono fonte di grande stanchezza e frustrazione. Non solo compromettono il riposo notturno dell’adulto, ma incidono anche sull’umore, sulla concentrazione e sulla serenità familiare. Alcuni genitori vivono la situazione con senso di colpa, pensando di aver sbagliato qualcosa nell’educazione o nella gestione delle routine. È importante invece comprendere che si tratta di una fase naturale dello sviluppo e che ogni bambino ha tempi diversi. Non esistono soluzioni universali: conoscere le possibili cause è il primo passo per intervenire in modo consapevole e mirato.
Come favorire il sonno sereno nei bambini
Per favorire un sonno sereno nei bambini, è fondamentale creare un ambiente rilassante e prevedibile.
La routine del sonno svolge un ruolo chiave: bagnetto, luci soffuse, una storia letta con calma e un abbraccio prima di dormire aiutano il bambino a sentirsi al sicuro.
Evita giochi troppo stimolanti o schermi nelle ore serali e mantieni orari simili ogni sera. La costanza è la chiave per regolare il ritmo sonno-veglia e insegnare al bambino che la notte è il momento del riposo.
Il sonno dei bambini non si può “forzare”: nessuno può imporre a un piccolo di dormire a comando. Tuttavia, i genitori hanno un grande potere nel creare le condizioni migliori per un riposo sereno e continuo.
Uno degli strumenti più efficaci è l’introduzione di routine serali regolari. I bambini amano la prevedibilità: sapere cosa succederà li tranquillizza e riduce l’ansia. Ripetere ogni sera gli stessi passaggi – lavarsi, indossare il pigiama, leggere insieme un albo illustrato, ricevere una coccola – segnala che il momento del sonno si avvicina. La ritualità diventa così un “ponte” che accompagna il bambino dal mondo della veglia a quello del riposo.
L’ambiente della camera dove il bambino dorme svolge un ruolo centrale. Deve essere rassicurante e confortevole: luci soffuse, una temperatura tra i 18 e i 20 gradi, pochi stimoli visivi o sonori che possano disturbare. Alcuni bambini trovano conforto in un oggetto transizionale, come un peluche, una copertina o un cuscino preferito: questi oggetti diventano “compagni di sicurezza” nei momenti di risveglio.
Un aspetto fondamentale riguarda la gestione della tecnologia. Tablet e televisione andrebbero evitati almeno un’ora prima della nanna. La luce blu degli schermi, infatti, inibisce la produzione di melatonina, l’ormone che regola il ritmo sonno-veglia, rendendo più difficile l’addormentamento. Al loro posto, è meglio optare per attività rilassanti come la lettura condivisa, i giochi tranquilli o la musica dolce.
Quando il bambino si sveglia di notte, è utile mantenere la calma. Trasformare il risveglio in un momento di gioco o di lunga conversazione rischia di rafforzare il comportamento, inducendo il piccolo a svegliarsi più spesso per cercare attenzione. L’approccio più efficace è quello di essere presenti e rassicuranti, ma brevi: una carezza, poche parole dolci, un bicchiere d’acqua se necessario, senza accendere luci forti né prolungare l’interazione. In questo modo il bambino impara gradualmente a riaddormentarsi da solo.
Quando chiedere aiuto ad un professionista
A volte, nonostante una buona routine del sonno, i risvegli notturni o le difficoltà ad addormentarsi possono persistere.
In questi casi, chiedere il supporto di un professionista del sonno infantile o di un educatore specializzato può fare la differenza.
Un esperto può aiutarti a capire le cause profonde del disagio come ansia, regressioni o cambiamenti familiari, e offrirti strategie personalizzate per ristabilire equilibrio e serenità.
Cercare aiuto non significa fallire come genitore, ma scegliere di affrontare il problema con maggiore consapevolezza e competenza.
Molti risvegli notturni si risolvono spontaneamente con la crescita, ma in alcuni casi diventano così frequenti e persistenti da compromettere seriamente il benessere di tutta la famiglia. Quando la mancanza di sonno si protrae per settimane o mesi, l’equilibrio familiare può entrare in crisi: i genitori si sentono esausti, meno pazienti e più irritabili, mentre il bambino fatica a mantenere energia e concentrazione durante il giorno.
Se il bambino mostra difficoltà costanti ad addormentarsi, oppure se i risvegli sono accompagnati da ansia intensa, pianti inconsolabili o comportamenti regressivi (ad esempio il ritorno a comportamenti già superati, come bagnare il letto o chiedere il ciuccio), può essere utile rivolgersi a un professionista.
Un sostegno esterno offre nuove prospettive e indicazioni per affrontare la situazione. Lavorare sulle proprie aspettative, imparare tecniche di gestione dello stress e ricevere conferme da un esperto può fare una grande differenza per la serenità dei genitori. A volte, piccoli aggiustamenti nella routine o nell’approccio educativo bastano a ridurre in modo significativo i risvegli notturni.
Chiedere aiuto non significa fallire come genitori, ma al contrario prendersi cura di sé e del proprio bambino in modo responsabile. Con un approccio personalizzato, è possibile ristabilire una routine equilibrata e restituire a tutta la famiglia la possibilità di riposare in modo adeguato.




